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	<title>Fausto Melloni &#187; Libri</title>
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	<description>La bellezza salverà il mondo (Dostoevskij)</description>
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		<title>Il Comandante</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2015 13:28:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sebastiano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ai lettori svegliardi e non Ho scritto queste note a commento del film &#8220;Il Comandante&#8221;, più di trent&#8217;anni dopo la&#8230;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ai lettori svegliardi e non</strong></p>
<p>Ho scritto queste note a commento del film &#8220;Il Comandante&#8221;, più di trent&#8217;anni dopo la sua comparsa sugli schermi, collocandomi sfacciatamente dalla parte degli uomini.</p>
<p>Di tutti quegli uomini deviati dal successo in carriera che un brutto giorno, al momento del pensionamento, dovranno rientrare in famiglia e non saranno accolti come Ulisse, secondo Omero, venne accolto al rientro della sua ventennale &#8220;carriera&#8221; di avventuriero giramondo e dongiovanni.</p>
<p>Mi dà una certa malinconia pensare all&#8217;accoglienza che le donne potrebbero riservare a questo libretto, se decidessero di leggerlo: soltanto il pensiero di averne qualcuna ostile mi atterrisce.</p>
<p>Perché io amo le donne, si può dire più di me stesso, non vorrei vivere in un mondo senza i sorrisi e la dolcezza delle donne. Se dovessero dirmi: puoi salvare del mondo una cosa soltanto, non penserei mai al Duomo di Milano, al Grand Canyon o alla Tour Eiffel. Direi senza ombra di dubbio: una donna. La penso come il vecchio Adamoe sarei disposto, come lui, a sacrificare una costola, all&#8217;occorrenza. Ci sono tuttavia dei doveri pietosi da compiere anche verso i maschi, &#8211; doveri che gli autori di successo si guardano bene dall&#8217;affrontare e fanno bene.</p>
<p>Come puoi pensare di offrire comprensione alla razza più antipatica della terra, quella degli arrampicatori, spesso superbi, prepotenti e presuntuosi, si-n/a dover poi fare i conti quando torni a casa?</p>
<p>Ecco allora che questa scomoda incombenza deve prendersela uno come me, un uomo d&#8217;insuccesso,che può anche infilarsi in un vespaio, tanto nonha nulla da perdere.</p>
<p>Da trent&#8217;anni mi occupo di vecchi, non per mestiere ma per passione. Il mio sogno è sempre stato quello di vederli realizzare i loro sogni, vincendo le loro pigrizie e prudenze e il pregiudizio degli altri. Qualche volta ci sono riuscito, insieme a loro, ai vecchi, ed è stata per tutti una grande gioia. Molte altre no, e sono state sconfitte, le stesse che mi autorizzano a presentarmi oggi come uomo di insuccesso. Uno che è invecchiato, a sua volta, dietro a un&#8217;utopia senza imparare mai la lezione, ottuso e testardo come un pugile suonato. E con immutata ostinazione mi applico a fare questa cosa, che verrà giudicata senza capo né coda, senza gusto e senza stile, piena soltanto di moralismo e supponenza.</p>
<p>Lo so già, so cosa rischio. E lo faccio lo stessoperché c&#8217;è una categoria così distratta, le persone di successo, che se non parli chiaro e forte con rulli di tamburo e squilli di trombe, quelli non ti ascoltano. E finiscono male, io lo so, come il generale Cavalli, e alla fine ti dicono &#8220;noi non sapevamo nulla&#8221; oppure &#8220;se qualcuno ci avesse aperto gli occhi&#8230;&#8221;.</p>
<p>Sono qui per questo. Se c&#8217;è una cosa che non si dovrebbe mai fare, pena il rischio di pagare dei conti salati, è dire in faccia alle persone le cose spiacevoli che pensiamo di loro. Non si può farlo con i parenti, né con gli amici, né con i figli, anche se nessuno, in questo caso, può dubitare della nostra buona fede.</p>
<p>Figuriamoci con gli estranei.</p>
<p>La sincerità urlata non è gradita e non è neppure di moda, poteva esserlo al tempo di certi proclami perentori e un po&#8217; retorici.</p>
<p>Oggi anche i sentimenti non si enunciano brutalmente, non soltanto le idee e gli ammonimenti. Si cerca l&#8217;allusione simpatica, l&#8217;ammiccamento furbo, la battuta intelligente. Si cerca di dargli oggettività in qualche modo e in qualche forma decorosa. Mai con l&#8217;altoparlante, mai senza un velo di schermo.</p>
<p>Cosi finisce spesso che i messaggi più utili, quelli concepiti per mettere in guardia, si disperdono nel rumore e nella disattenzione.</p>
<p>Questo rischio non voglio correrlo. A costo di sentirmi le mie, voglio dire chiaro e forte agli uomini di successo, soprattutto a quelli inseriti in unaqualche gerarchia, che la fine del lavoro può arrivare e trovarli impreparati. E che finire, sopportato amalapena dalla famiglia, sulle rive di un laghetto a giocare con dei modellini di barchette, come Toto nel finale del film, è un destino triste.</p>
<p>Un destino che tocca soprattutto agli uomini che hanno investito tutto sulla carriera: ma non solo e non tutti per sfrenata ambizione personale. Tanti sono stati sedotti dall&#8217;illusione di essere capiti e addirittura sostenuti dalle famiglie in questo loro delirio di potenza.</p>
<p>&#8220;L&#8217;ho fatto per te&#8221;, dice il generale Cavalli allamoglie, che ormai irrimediabilmente lo rifiuta e lo disprezza.</p>
<p>Questi consigli sono pensati per loro, per i ma­schi sbadati e prepotenti, ancora in carriera. Perché si fermino un attimo a riflettere prima che sia tardi.<a href="http://www.faustomelloni.it/wp-content/uploads/2015/05/Lunari-001.jpg"><img class=" size-full wp-image-53 alignright" src="http://www.faustomelloni.it/wp-content/uploads/2015/05/Lunari-001.jpg" alt="Lunari 001" width="352" height="212" /></a></p>
<p>E se questo è un atteggiamento maschilista op­pure un canto di nostalgia per tutto quello che era­vamo, per le nostre donne, e per tutto quello che abbiamo sciupato con insensata sbadataggine fino a ridurle, a volte, un grumo di risentimento, lo diran­no le lettrici.</p>
<p>E il loro giudizio, ancora una volta, sarà senza appello.</p>
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